LE RUDISTE

Le rudiste sono molluschi bivalvi tipici del Cretacico che vissero quindi in particolari ambienti tra 150 e 65 milioni di anni fa. Appartengono al phylum Mollusca ma a prima vista non sembra si tratti di molluschi poiché la loro conchiglia è del tutto diversa da quelle attualmente presenti sulle nostre spiagge. Comparse già nel Giurassico superiore (più di 150 milioni di anni fa) e in seguito alle modifiche ambientali che si verificarono alla fine dl Cretacico, subirono inizialmente un primo declino, probabilmente per collasso genetico, e poi la loro completa estinzione.
Le rudiste sono organismi solitari o gregari che vivevano fissati e ancorati al substrato. La loro conchiglia, di forma generalmente conica, è provvista di due valve che racchiudono le parti molli: quella inferiore fissa e quella superiore a forma di cappello, di dimensioni notevolmente più ridotte, mobile. Quest’ultima si chiudeva su quella sottostante per mezzo di due denti che andavano ad incastrarsi in due fossette presenti nella valva fissa.
Le Rudiste prosperavano e si riproducevano in ambienti neritici caratterizzati da acque limpide, calde ben ossigenate e penetrate dalla luce, e in cui non si riscontravano sensibili variazioni di temperatura e salinità.
Alte da qualche centimetro fino ad oltre un metro, questi singolari bivalvi, per la loro costituzione altamente competitiva, si affermarono come organismi dominanti tra quelli sessili, condizionando nella espansione specialmente i Coralli, i quali, legati a processi lenti di riproduzione e crescita (colonialismo), furono relegati in ambienti ristretti e sostituiti nella costruzione delle scogliere.
Le rudiste possono essere considerate degli ottimi fossili guida, poiché indicano con buona precisione l’età della roccia in cui vengono rinvenute e attualmente i loro resti fossili si ritrovano in bancate ben stratificate di calcare organogeno e in strutture tabulari o barriere. Notevole è anche la loro importanza dal punto di vista stratigrafico: la loro singolare, diversificata e rapida evoluzione consente di utilizzarle per definire la scala dei tempi relativa al Cretacico di facies neritica tropicale.

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